domenica 7 aprile 2013


SANTA FAUSTINA KOWALSKA E IL MESSAGGIO DI GESÙ MISERICORDIOSO

Ricorre, il 25 agosto, il 108 ° anniversario dalla nascita di Santa Faustina Kowalska, avvenuta a Glowice presso Lodz, in Polonia il 25 agosto 1905, battezzata al secolo col nome di Elena, morta a Lagenwniki, presso Cracovia, il 5 ottobre 1938, beatificata dal compianto Papa Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993 e proclamata Santa dallo stesso Santo Padre nell'Anno giubilare 2000.
Santa Faustina è comunemente conosciuta come lo strumento cui Gesù volle affidare il Messaggio della sua Divina Misericordia. Ella ebbe, inoltre, uno speciale rap­porto con la Madre di Dio. La missione di Maria, infatti, è quella di farci incontrare Gesù. Ed è per questo moti­vo che al centro dell'èra Mariana abbiamo la manifesta­zione della Divina Misericordia.
Nel suo Diario, Suor Faustina, infatti, scrive: "Un giorno vidi la Madonna circondata da una grande luce, portava una veste bianca fasciata da una cintura aurea, con piccole stelle d'oro a triangolo. Il manto era azzurro, leggermente appoggiato sulla persona; un velo trasparente si poneva con leggerezza sui capelli sciolti con grazia. Sulla testa portava una corona d'oro termi­nata con puntali a forma di piccole croci.

Sul braccio sinistro teneva il Bambino Gesù... All'improvviso mi guardò con bontà e disse: "Dio, bene­dici la Polonia! Benedici i Sacerdoti! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu, Faustina, devi parlare al mondo della grande misericordia di Dio, finché vi è ancora tempo".
Non a caso, infatti, il culto pubblico a Gesù Misericordioso cominciò proprio nel Santuario mariano di Ostra Brama, dedicato alla Madre della Misericordia. Nello stesso luogo, dopo tantissime traversie, il quadro di Gesù Misericordioso, dipinto da un bravo pittore polacco secondo le indicazioni di suor Faustina, fu esposto al culto il 28 aprile 1935.
"Un altro giorno - scrive sempre Santa Faustina - men­tre ero in preghiera, verso la fine delle litanie vidi una grande luce ed in mezzo ad essa Dio Padre. Tra questa luce e la terra vidi Gesù inchiodato alla croce, in modo che Dio Padre, volendo guardare la terra, la doveva guardare attraverso le piaghe di Gesù: fu allora che compresi come a motivo di Gesù il Padre benedice tutta la terra".
Gesù vuole - come lui stesso insegna a suor Faustina (la quale già a 5 anni raccontava di aver fatto in sogno il giro del Paradiso, tenuta per mano dalla Madonna) -, Gesù vuole che noi ci uniamo alla sua opera espiatrice e salvatrice, sia offrendo ogni volta nella Santa Messa al Padre il suo Sangue e le sue Piaghe per la salvezza del mondo intero, sia offrendo i nostri sacrifici insieme col Suo al Padre: in tal modo diventiamo anche noi corre­dentori e, quindi, compartecipi della sua stessa gloria. E lo diventiamo nella misura in cui ci sacrifichiamo.
Scrive sempre Santa Faustina nel suo Diario: "Il mio cuore è una dimora continua per Gesù, all'infuori di Lui nessuno vi ha accesso; da Gesù attingo forza per la lotta contro tutte le difficoltà e le contrarietà. Desidero imme­desimarmi in Gesù per potermi dare perfettamente alle anime. Senza di Lui non mi avvicinerei alle anime, sapendo quello che sono per me stessa; assorbo Dio per darlo a mia volta alle anime. Desidero sforzarmi, lavorare, annientarmi per la salvezza delle anime immor­tali. Poco importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita. Dal momento che Dio ci ha fatto compagni della sua misericordia, il nostro amore deve essere grande per ogni anima, cominciando da quelle consacrate fino all'anima che non conosce Dio. Con la preghiera e la mortificazione penetreremo nei Paesi più selvaggi, aprendo la strada ai missionari...
Una gloria inconcepibile spetta all'anima che sulla terra assomiglia a Gesù sofferente; il Padre celeste glorifi­cherà e riconoscerà le nostre anime nella misura in cui scorgerà in noi la somiglianza con suo Figlio... ".
"Un altro giorno - scrive ancora Santa Faustina - Gesù si è fermato davanti a me, spogliato dalle sue vesti, con tutto il corpo ricoperto da piaghe: aveva gli occhi inon­dati di sangue e di lacrime, tutto il volto sfigurato, coper­to da sputi... Era l'ultimo giorno di carnevale, il 9 feb­braio 1937, ed il Signore mi ha fatto conoscere, in un solo momento, i peccati del mondo intero commessi in quel giorno. Svenni per lo spavento e, sebbene conosca l'abisso della misericordia di Dio, mi meravigliai che per­mettesse ancora al genere umano di esistere. Allora il Signore mi fece conoscere chi fosse a sostenere l'esi­stenza del genere umano: sono le anime elette... Ogni nostro peccato porta sofferenze al Sacro Cuore di Gesù e agli uomini. qualcuno in particolare dovrà pagare, cioè soffrire per noi. Ogni nostra opera buona, ogni nostra preghiera, ogni nostro sacrificio dà gioia a Gesù e bene­fica gli uomini in particolare, qualcuno riceve la grazia per convertirsi o per migliorarsi...".
Ben sapendo questo, Suor Faustina s'impegnò a rag­giungere la massima santità, ed il 20 gennaio 1938, anno della sua morte, potè scrivere: "Cerco di acquista­re la pienezza della carità, perché così sarò più utile alla Chiesa. Compio sforzi continui nel praticare la virtù... e questa serie di virtù quotidiane, silenziose, nascoste, quasi impercettibili, ma praticate con grande amore, le depongo nel tesoro della Chiesa, a profitto di tutte le anime; sento di non vivere soltanto per me stessa, ma per tutta la Chiesa".
Nell'ultimo quaderno del suo Diario questo tema affiora sempre più, con una insistenza sconvolgente: "Cerco di acquistare la massima perfezione per essere utile alla Chiesa; la mia unione con la Chiesa è assai grande. Sia la santità, sia le cadute di ogni singola anima, si riper­cuotono sulla Chiesa intera... ".

IL MESSAGGIO DELLA DIVINA MISERICORDIA

Mentre Santa Faustina si trova nel con­vento di Plock, in Polonia, il 22 febbraio 1931 le appare anco­ra una volta Gesù. "Una sera - scrive ella nel suo Diario - mentre stavo nella mia cella, vidi Gesù vestito di bian­co. Una mano la teneva alzata, in atto di benedi­re, mentre con l'altra sfiorava la veste sul suo petto. Dalla veste socchiusa uscivano due raggi, uno rosso e l'altro pallido. Fissavo il Signore in silenzio, l'a­nima mia era piena di timore, ma anche di grande gioia nello stesso tempo. Dopo un po' mi disse: "Dipingi un quadro secondo il modello che vedi, con sotto scritte le parole: Gesù, confido in Te! I raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua che scaturirono dal profondo della mia misericordia, allorquando il mio Cuore fu squarcia­to sulla Croce. Il raggio pallido significa l'acqua che giu­stifica l'anima, mentre quello rosso significa il sangue, che è la vita dell'anima. Questi raggi proteggono l'anima dall'ira del Padre mio. Felice colui che vive nella loro luce, perché la giustizia di Dio non lo colpirà... ".
Suor Faustina confida alla superiora l'ordine ricevuto da Gesù, e da lì cominciano tutti i suoi guai: non viene affatto creduta, anzi viene presa per visionaria e pazza. Tuttavia, alla fine del 1934, con la comprensione e l'aiu­to del suo confessore padre Michele Sapocko, riesce a far dipingere il quadro richiesto da Gesù. Il pittore scel­to è Kazmierowski: egli ascolta attentamente la descri­zione di Gesù da parte di Suor Faustina e, durante la lavorazione, durata più di tre mesi, la consulta quasi quotidianamente. Il quadro è bellissimo. Tuttavia la Santa ne rimane delusa e, durante un'apparizione, dice a Gesù: "Chi ti potrà dipingere bello come sei?".
Gesù le risponde: "Non è nella bellezza del colore, né nel tocco del pennello, ma è nella mia Grazia che sta il valore del quadro. In questa immagine il mio sguardo è come era sulla croce".
Finalmente, dopo tante peripezie, il quadro viene intro­nizzato, per vie provvidenziali, nel santuario mariano di Ostra Brama. Appena intronizzata, l'immagine di Gesù si anima per Suor Faustina. Il Salvatore solleva la mano, traccia un segno di croce e benedice la Polonia ed il mondo intero. Quindi parla: "Diffondi questa immagine su tutta la terra. Prometto all'anima che venererà questa immagine di non perire. Le prometto pure, già in questa vita, la vittoria sui nemici, particolarmente nell'ora della morte... Chiunque terrà esposta ed onorerà nella sua casa la mia divina effigie sarà preservato dal castigo eterno. Come gli antichi Ebrei che avevano segnato la loro casa col sangue dell'Agnello pasquale furono risparmiati dall'Angelo sterminatore, così sarà in quei tri­sti momenti per coloro che mi avranno onorato espo­nendo la mia immagine...
Diffondi il messaggio della Divina Misericordia. Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggiore sarà la mia misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come giudice, spalancherò tutta la grande porta della mia misericordia. Chi non vuole passare da questa porta, dovrà passare per quel­la della mia giustizia. La sorgente della mia misericordia è stata aperta dal colpo di lancia nel mio costato sulla croce, per tutte le anime. Nessuna esclusa... L'umanità non troverà né tranquillità, né pace finché non si rivol­gerà con piena fiducia alla mia misericordia. Di' all'uma­nità sofferente che si rifugi nel mio Cuore misericordio­so, ed io la ricolmerò di pace".
"Alcuni giorni dopo - scrive Santa Faustina - Gesù mi disse: "Io sono sempre pronto a concedere grazie, ma le anime non le vogliono sempre ricevere. Com'è grande la loro indifferenza in cambio di tanta bontà e di tante prove d'amore!... Trovano tempo per tutto, solamente per venire da me a ricevere grazie non ne trovano. Mi rivolgo quindi a voi, anime consacrate: non comprende­rete, dunque, neanche voi l'amore del mio cuore? Anche qui il mio cuore è stato deluso; non trovo l'ab­bandono assoluto al mio amore, ma tante riserve, tante incredulità, tante cautele. Tuttavia, devo pure dire che vi sono delle anime nel mondo che mi amano sinceramen­te. È con delizia che dimoro nei loro cuori, ma non sono molte, per la verità. Anche nei conventi vi sono anime che colmano di gioia il mio cuore, portano impressi i miei lineamenti ed è per tale ragione che il Padre Celeste le guarda con particolare compiacimento. Esse sono poste come scudo che protegge dalla divina giu­stizia ed hanno il compito d'impetrare misericordia per il mondo intero. L'amore ed il sacrificio di queste anime sostengono l'esistenza del mondo. L'infedeltà di un'ani­ma da me prescelta ferisce il mio cuore nel più doloro­so dei modi: è una freccia acuminata che trafigge il mio cuore!".
Un altro giorno Gesù le dice: "Figlia mia, sono tre volte santo e provo disgusto per il minimo peccato; ma quan­do i peccatori si pentono non vi è limite alla mia gene­rosità. Li inseguo con la mia misericordia su tutte le loro strade e quando tornano a me dimentico le amarezze con cui hanno abbeverato il mio cuore e gioisco del loro ritorno. Di' loro che non cesso di attenderli. Sono in ascolto dei loro cuori per captare il minimo battito che sia per me. Li perseguito con prove e rimorsi, con tem­peste e fulmini, con la voce della Chiesa, ma, se rifiuta­no tutte le mie grazie, li lascio a loro stessi e dò loro ciò che desiderano. I più grandi peccatori raggiungerebbe­ro una grande santità se confidassero nella mia miseri­cordia. Il mio cuore ne è pieno e la spargo su tutto quanto ho creato. È mia delizia giustificare le anime. Il mio regno in terra è la mia vita nelle anime. Prima del giorno della giustizia mando il giorno della misericordia. Le anime attingono la grazia unicamente col vaso della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande non vi saranno limiti alla mia generosità. Gioisco se chiedono molto, perché desidero dare molto, anzi moltissimo. Mi rattri­sto, invece, quando chiedono poco: esse restringono i propri cuori. Di', figlia mia, che sono tutto amore e mise­ricordia. Chiunque mi avvicina con fiducia riceve la mia grazia con tale sovrabbondanza da non poterla conte­nere e da irradiarla sugli altri. Prima di venire in veste di giusto giudice spalanco le porte della mia misericordia.
Il genere umano non troverà pace finché non si sarà rivolto con fiducia alla mia Misericordia, poiché essa è il più grande attributo di Dio. Oh, quanto mi ferisce la sfi­ducia dell'anima! Che nessuna anima tema di avvicinar­si a me, anche se i suoi peccati fossero come porpo­ra...".
Scrive sempre Santa Faustina in un'altra pagina del suo Diario: "Oggi, guidata da un Angelo, sono stata negli abissi infernali. È un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa è vastissimo! Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita di Dio... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipoten­za di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordi­ne di Dio, affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi è stato e che non può sapere come vi si stia. L'inferno esiste veramente! Ho notato che in esso vi si trovano in maggior numero le anime di coloro che non credevano alla sua esistenza... Ora prego con ardore ancora maggiore per la conver­sione dei peccatori. Mi annienterò a profitto delle anime... ".

IL CULTO

Il culto a Gesù Misericordioso, e della relativa immagi­ne, ha subìto ostacoli infiniti, come tutte le opere di Dio, del resto: ivi compresa la proibizione, in un primo tempo, da parte del Sant'Uffizio nel 1959. La stessa Congregazione, però, venuta a conoscenza di numero­si documenti attendibili presentati dai Vescovi polacchi, il 15 aprile 1978 revocò tale
proibizione e ne autorizzò il culto.
Infine, Gesù ha voluto confermare le rivelazioni della sua Divina Misericordia ispirando a Giovanni Paolo II, quan­do era ancora cardinale, di introdurre la causa di cano­nizzazione di Suor Faustina Kowalska e, proprio recen­temente - come si diceva all'inizio - di proclamarla Santa.
Un'altra conferma dei messaggi della Divina Misericordia, a quanto pare, è stata data nella città di Adrano, in provincia di Catania, dove tra il dicembre 1980 ed il marzo 1981, alla presenza d'innumerevoli e qualificati testimoni oculari, sono avvenute oltre un cen­tinaio di misteriose lacrimazioni ematiche in diverse immagini proprio di Gesù Misericordioso e del Cuore Immacolato di Maria.
Tratto da: “Il Segno” n. 218 8/2006

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